FEBBRIFUGO IPPOCASTANO.

E’ il più grande tra i tre alberi del chiostro settecentesco, l’Ippocastano soggiorna qui da molto tempo, ancora prima di noi.

E’ silenzioso e rigoglioso, si veste di fiori bianchi in primavera, di verde cupo in estate e di frutti “matti” giallo-ruggine in autunno.

Il nome della specie deriva dal greco ἵππος hippos, cavallo, e castanon, castagno, per l’uso dei suoi frutti come alimento stimolante per i cavalli e come antinfiammatorio.

Inoltre in passato la corteccia veniva usata come febbrifugo: da qui la credenza popolare di portare con sé una “castagna matta (o d’india)” come talismano contro il contagio delle malattie da raffreddamento.

Nella stanza Febbrifugo Ippocastano, i toni profondi del bruno e del cielo plumbeo sono illuminati dalla luce che filtra dalla finestra: un’atmosfera da godere seduti sulla grande poltrona blu e da cui ammirare l’albero dalla folta chioma.

I complementi d’arredo artigianali in legno naturale e in ferro richiamano la sfera della natura e della cavalleria: un bosco come testiera del letto, i ferri di cavallo a stormo che volano verso la luce e i piccoli oggetti vintage che richiamano la memoria storica.

Keep me.. e portami con te.