Gli spettacoli del festival
Tutti gli spettacoli si tengono nel chiostro dell’ex convento di San Francesco, via Cadorna 14. Ingresso a offerta libera. Consigliata la prenotazione al cell. / WhatsApp 333 7981563. In caso di maltempo, per quanto possibile, gli spettacoli verranno allestiti al coperto o rinviati ad altra data.
Un viaggio musicale attraverso le sonorità di swing e bossanova, senza dimenticare eleganti reinterpretazioni della canzone italiana: un programma a sorpresa da scoprire a ogni esibizione.
Cecilia Ottaviani inizia a studiare canto da giovanissima, dapprima con il canto moderno, proseguendo poi con lo studio del canto lirico. Voce del quartetto Miss Cecily & Her Hot Strings, collabora stabilmente con l’Orchestra La Corelli di Ravenna. Dal 2020 dirige il coro gospel The Colours of Freedom di Bagnacavallo.
Davide Tardozzi ha suonato e inciso con: Giulia Facco Quintet, Roberto De Nittis, Orange Combutta, Orchestra La Corelli. Si è esibito in numerose rassegne jazz al fianco di Marco Tamburini, Stefano Onorati, Stefano Paolini, Massimo Morganti, David Boato, Vincenzo Vasi.
Riccardo Trasselli, dopo aver conseguito il diploma in contrabbasso classico, inizia la sua carriera con diverse orchestre Italiane. Attualmente è coinvolto in formazioni che spaziano dal jazz alla musica popolare.
“Trebbo” deriva della parola dialettale Trebb, che significa incontro, ritrovo, veglia con amici. In Romagna, fino a qualche anno fa, questi incontri avvenivano nelle stalle dove, nelle lunghe e gelide notti d’inverno, uomini, donne e bambini si trovavano per raccontarsi storie attorno al lume di una lanterna. Sembra che le storie più raccontate, divertenti e inquietanti allo stesso tempo, fossero quelle in cui si parlava di spiriti. La gente era convinta che di notte si potesse “vedere” e “sentire”… Ed ecco che ai giorni nostri, nel ristrutturare una vecchia casa colonica, proprio in un anfratto del muro di una stalla, viene ritrovato un vecchio manoscritto. È Teatro. Racconta degli spiriti di Amleto, Romeo e Giulietta e Otello. È Shakespeare. Riscritto da poveri contadini, rigorosamente in dialetto romagnolo.
Il cesenate Denis Campitelli frequenta per alcuni anni i laboratori teatrali condotti dall’attore Franco Mescolini. La sua formazione prosegue a Livorno, dove impara e approfondisce l’uso della maschera partendo dai canoni della commedia dell’arte. Dal 2010 collabora con la compagnia Teatro Due Mondi in spettacoli di strada rappresentati in Italia e all’estero. È autore di diversi spettacoli in lingua romagnola e anche di spettacoli in lingua italiana ma che partono comunque da un contesto profondamente radicato nella terra di Romagna. Dal 2015 appare nel mondo del cinema e dei film per la tv: Una casa nel cuore con Cristiana Capotondi; Tempo instabile con probabili schiarite (regia di Marco Pontecorvo, con Luca Zingaretti e John Turturro); Loro 1 di Paolo Sorrentino; Nero a metà di Marco Pontecorvo; Volevo nascondermi di Giorgio Diritti; I nostri ieri di Andrea Papini; Brado di Kim Rossi Stuart.
Un’esperienza musicale e narrativa che racconta gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Il duo mette in scena l’autenticità e la bellezza che hanno contraddistinto quegli anni, attraverso musica ed estratti originali dell’epoca, con un repertorio di canzoni che comprende Buscaglione, Carosone, Celentano, Paoli e tanti altri.
Silvia De Santis, cantautrice, esordisce nel mondo della musica alla sola età di otto anni, dapprima nel gospel e successivamente affinando la sua vocalità con i grandi del jazz. Cantante eclettica e insaziabile, si diploma in canto lirico, per poi approdare alla musica moderna. Tante sono le apparizioni televisive e i live, con quattro dischi all’attivo e diversi singoli, ma la conquista del grande pubblico nazionale avviene con la partecipazione al programma televisivo di Rai 2 The Voice of Italy. Le sue performance seducono il palco di Radio Deejay e diventano opening act ufficiali per Shirley King e James Blunt.
Fabio “Farian” Biffi, è un pianista, songwriter, compositore e produttore. Diplomato in pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro, ha vinto settanta premi nazionali, europei e internazionali. La sua carriera musicale vede la realizzazione di cinque album, tre musical e numerosi singoli. Le sue performance arrivano a palchi come quelli di Radio Deejay, del Festival del Cinema di Roma e ad artisti come Simona Molinari, James Blunt e Renato Zero. Nel 2022 si è esibito per la famiglia reale di Svezia.
Proiezione serale, sullo scalone monumentale del complesso conventuale di San Francesco, delle immagini dell’archivio del fotografo Paolo Ruffini.
L’Orchestrona della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli – progetto nato oltre una ventina di anni fa da un’idea di Davide Castiglia – è una formazione assolutamente atipica, una commistione ben riuscita tra una banda e un’orchestra e che, negli ultimi anni, si è trasformata, nella struttura e nel repertorio, fino a diventare una straordinaria macchina da ballo folk. Ma la musica popolare non è solo uno strumento per far muovere i piedi; fisarmoniche, violini, violoncelli, contrabbassi, cornamuse, flauti, chitarre e percussioni con le loro voci e i loro timbri sollecitano anche le orecchie e il cuore; e il suono acustico di questi strumenti può esplorare qualsiasi tipo di musica, dando nuova interpretazione in ambiti anche molto lontani dal suo genere.
Pranvera Balkan (Primavera balcanica) è un ensemble, attivo dal 2025, composto da cinque musicisti, con base a Forlì, che esplorano e propongono le sonorità della musica popolare dell’area balcanica. Gli strumenti acustici si intrecciano in un repertorio che racconta le storie musicali di Albania, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia, Turchia, Grecia, ma anche di Romania, Polonia e della Romagna, terra di origine e di adozione, mantenendo sempre vivo l’obiettivo di costruire ponti tra i popoli.
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